5Foto© repubblica.itTrump fa causa a JpMorgan e al New York Times
La prima vicenda nasce dall’ossessione del tycoon per i numeri del consenso e per il potere politico dei sondaggi. Trump ha dichiarato di voler ampliare la sua azione per diffamazione già in corso contro il New York Times dopo la pubblicazione di un sondaggio condotto dal quotidiano con Siena University che lo colloca su livelli di approvazione bassi. Il presidente ha spiegato che la sua contestazione del sondaggio verrà «aggiunta» alla causa già esistente contro il giornale.
È la stessa linea che Trump ha ribadito nei post su Truth Social, in cui attacca frontalmente i «Fake Polls», li descrive come «fuori controllo» e sostiene che i dati bassi sarebbero incompatibili con risultati che lui definisce eccezionali su economia e confini. Il presidente aggiunge poi che «i veri sondaggi» sarebbero ottimi ma «si rifiutano di pubblicarli» e accusa il New York Times e «tanti altri» di pubblicare rilevazioni «consapevolmente false», arrivando a rivendicare che «devono pagare un prezzo» e che la causa da lui intentata sta «facendo il suo corso nei tribunali».
Il secondo fronte, quello contro JPMorgan, è più concreto sul piano legale perché poggia su un atto depositato e su riscontri di agenzie finanziarie. Trump ha presentato una causa da 5 miliardi di dollari contro JPMorgan Chase, sostenendo che la banca avrebbe chiuso «unilateralmente e senza preavviso» conti personali e aziendali. L’azione è stata depositata in un tribunale statale della Florida e, secondo la ricostruzione del presidente, la chiusura dei rapporti bancari sarebbe legata a motivazioni politiche.