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Chernobyl, cosa resta 40 anni dopo il disastro nucleare5Foto© lapresse.it

Chernobyl, cosa resta 40 anni dopo il disastro nucleare

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Ci sono date che non passano, e restano lì a contemplarti da lontano, come delle crepe sottili nel muro della memoria. Il 26 aprile 1986 è una di quelle date. Quel 26 aprile di ormai 40 anni fa, il reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl esplose: il cuore pulsante della tecnologia energetica sovietica dell’epoca, si era di colpo disgregato lasciando soltanto un nocciolo fumante carico di radioattività, una nube velenosa e invisibile nel cielo, e un’ampia area rossa di sterminio tutt’intorno.

Ma Chernobyl è qualcosa di più di una crepa. E’ una ferita nella storia recente del mondo moderno. Resta l’incidente nucleare civile più devastante di sempre, e rimane comunque avvolto da un velo di ambiguità, tra segretezza e sottovalutazione del rischio. Ancora oggi Chernobyl è disabitata per un’area di 30 km: la zona di esclusione perimetrata dopo il disastro.

Si trova nell’Ucraina settentrionale, al confine con la Bielorussia. La città più vicina è Pripyat, che è oggi una ghost town abbandonata; rientra spesso in tour clandestini promossi da un turismo occulto che include anche le aree adiacenti per visite sotto stretto controllo.