3Foto© adnkronos.comNetflix, illegittimi gli aumenti degli abbonamenti dal 2017 al 24
La sentenza del tribunale di Roma, accogliendo l’azione legale condotta dal Movimento consumatori, ha stabilito l’illegittimità degli aumenti determinati da Netflix sui suoi piani tariffari a causa di un’evidente violazione del Codice del consumo vigente nel nostro Paese: dopo la storica decisione, ovviamente, gli abbonati ai servizi del colosso dello streaming stanno ora cercando di capire a quanto potrebbe ammontare il rimborso in loro favore e in che modo e con quali tempistiche procedere per ottenerlo.
Il tribunale ha dichiarato vessatorie, e di conseguenza nulle, le clausole contrattuali che consentivano a Netflix di aumentare il prezzo in modo unilaterale, il cosiddetto “ius variandi”, senza un giustificato motivo: questi incrementi non erano basati, secondo i giudici, su una reale necessità o un cambiamento chiaro delle condizioni di servizio, bensì venivano imposti in modo arbitrario.
Consentendo all’azienda di modificare a suo piacimento i piani tariffari senza la dovuta trasparenza né valide giustificazioni, le condizioni economiche imposte ai clienti non sono state ritenute legittime, ragion per cui gli “adeguamenti” dei prezzi applicati nel 2017, 2019, 2021 e 2024 sono stati dichiarati inapplicabili per i contratti attivi prima di gennaio 2024.