6Foto© ilmattino.itMeloni, intervenire a Hormuz sarebbe un passo verso il coinvolgimento
La diplomazia rappresenta “la via sempre più essenziale” per promuovere la de-escalation in Medioriente e “garantire la libertà di navigazione e la sicurezza marittima a Hormuz”, ha sostenuto la premier. Negli stessi termini aveva parlato Antonio Tajani, in trasferta a Bruxelles per il Consiglio Affari esteri. “Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare la missione Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso”, ha spiegato Meloni. “Sullo Stretto di Hormuz chiaramente è più impegnativo, perché intervenire vorrebbe dire fare oggettivamente un passo avanti verso il coinvolgimento”.
La strada da seguire resta quella del rafforzamento del dialogo. “Bisogna fare tutto ciò che è possibile perché si possa parlare tra americani e iraniani per trovare un accordo che garantisca la libertà di navigazione”, ha rimarcato Tajani.
Da escludere, perciò, una rimodulazione della missione Aspides, che sì “deve essere rinforzata”, ha ammesso il ministro degli Esteri, ma “per garantire il traffico marittimo nel Mar Rosso e a Suez. Cambiare il mandato è complicato perché è una missione difensiva, dovrebbe essere stravolta”. Cosa che per il momento né l’Italia né l’Unione europea hanno intenzione di fare.