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Mandati d'arresto della Cpi per Shoigu e Gerasimov11Foto© ilmattino.it

Mandati d'arresto della Cpi per Shoigu e Gerasimov

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La Corte penale internazionale ha emesso dei mandati di arresto internazionali per l’ex ministro della Difesa russo Sergei Shoigu e il capo di stato maggiore Valery Gerasimov. Mosca ha replicato considerando questa decisione “nulla e non valida”. Il Cremlino, inoltre, ha fatto sapere di “rimanere pronto al dialogo” con la Francia. Lo ha detto il portavoce Dmitry Peskov in un briefing con i giornalisti, riportato dall’agenzia Tass.

Il Consiglio di Sicurezza russo ha dichiarato che la decisione della Corte Penale Internazionale (Cpi) di emettere mandati d’arresto per l’ex ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, e per il suo capo di stato maggiore, Valery Gerasimov, “è nulla e non valida”. “La giurisdizione della Cpi non si estende alla Russia, ed è stata adottata come parte della guerra ibrida dell’Occidente contro il nostro Paese”, ha dichiarato il servizio stampa dell’apparato del Consiglio di Sicurezza, citato da Interfax.

Il Cremlino ha affermato che il 14esimo pacchetto di sanzioni adottato ieri dal Consiglio Ue è “illegale” ed è “un’arma a doppio taglio”. “Consideriamo illegali queste restrizioni, siamo categoricamente contrari, siamo convinti che si tratti di un’arma a doppio taglio”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Interfax. “Queste restrizioni per molti versi vanno contro gli interessi di quei Paesi che le impongono”, ha aggiunto.