8Foto© tg24.sky.itLa città dei vivi, Gabbriellini racconta Luca Varani a Venezia 83
Presentato in concorso nella sezione Orizzonti alla Mostra di Venezia, La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini, con Valerio Mastandrea, adatta il romanzo di Nicola Lagioia sull'omicidio di Luca Varani. Un film che rinuncia a spiegare e sceglie il pudore.
La città dei vivi comincia nel buio, con una voce che porta l'accento dell'Est e una scelta che è già una dichiarazione di poetica: due genitori devono adottare uno soltanto fra tre neonati, ne prendono uno e gli altri due restano lì, chiusi in un girello. In quel gesto minimo c'è l'intero film, ovvero l'idea che sul destino abbiamo un controllo irrisorio, che a governarci sia il caso, la lotteria cieca di una culla scelta al posto di un'altra. Quel bambino sarà Luca Varani.
C'è un istante preciso in cui una persona smette di esistere e comincia la notizia. Da quel momento Luca non è più un ragazzo di ventitré anni, ma un caso di cronaca, un titolo, un mostro intravisto di riflesso nello specchio di altri due mostri.
