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Israele bombarda raffinerie in Iran, petrolio sopra i 100$ e benzina alle stelle3Foto© ilfattoquotidiano.it

Israele bombarda raffinerie in Iran, petrolio sopra i 100$ e benzina alle stelle

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Torna a salire il prezzo del petrolio dopo la notizia, diffusa dai media ufficiali iraniani, di un attacco all'impianto petrolifero del Paese a Asaluyeh. Il greggio Wti che in mattinata perdeva terreno con un ribasso di oltre il 3%, ha cambiato subito andamento e ora è risalito a 95,5 dollari al barile con un calo dello 0,7%.

Un attacco aereo attribuito a Israele e Stati Uniti ha preso di mira un impianto strategico di gas iraniano nel Golfo Persico, provocando un vasto incendio. A riferirlo è stata la televisione di Stato iraniana, secondo cui alcune sezioni della raffineria di South Pars sarebbero state colpite da missili lanciati da quello che è stato definito il «nemico americano-sionista». La notizia è stata riportata citando il vice governatore della provincia di Bushehr, che ha confermato l’intervento immediato delle squadre dei vigili del fuoco per contenere le fiamme divampate nell’area dell’impianto.

L’episodio ha avuto ripercussioni anche sui mercati energetici. Dopo i rialzi registrati nelle prime ore della giornata, i listini hanno invertito la rotta quando è emerso che il giacimento di South Pars (il più grande del mondo) era stato colpito. Sul fronte delle materie prime, l’andamento del petrolio appare divergente: il WTI statunitense riduce le perdite, attestandosi a 95,32 dollari al barile (-0,9%), mentre il Brent europeo segna un aumento dell’1,2%, salendo a 104,76 dollari. Anche il gas europeo limita i ribassi, con un calo dell’1,4% a 50,82 euro.