
Il risarcimento per il femminicidio della figlia non è mai arrivato, le tasse sì
Seimila euro di tasse sul risarcimento da 1 milione e 200 mila euro che avrebbero dovuto ricevere dall'assassino della loro figlia. Soldi mai arrivati, nonostante questo prevedesse una sentenza definitiva, quando al contrario, puntuale, è stata recapitata la richiesta dell'Agenzia delle Entrate in triplice copia: alla madre, al padre ed alla sorella.
A poco più di 16 anni dall'omicidio dell'allora trentenne Giulia Galiotto, uccisa a colpi di pietra dal marito Marco Manzini (era il febbraio del 2009), il dolore dei parenti della vittima di quel femminicidio che scosse la piccola comunità di San Michele dei Mucchietti, a Sassuolo, in provincia di Modena, viene ravvivato da quella che la madre di Giulia Galiotto, Giovanna Ferrari, definisce oggi "una violenza economica da parte delle istituzioni".
La famiglia si è opposta alla richiesta dell'Agenzia delle entrate, presentando ricorso: "I soldi, per fortuna, non sono il nostro problema - chiarisce la mamma di Giulia Galiotto che da anni si impegna, dopo la morte della figlia, in un'opera di sensibilizzazione rispetto alla violenza di genere - Ma molte donne svantaggiate dal punto di vista economico non affrontano percorsi giudiziari come il nostro e rinunciano al risarcimento, proprio per il rischio di trovarsi in questa situazione".