5Foto© ilmattino.itAlex Zanardi morto lo stesso giorno di Senna: gli intrecci del destino, come per Maradona e Best
È morto lo stesso giorno in cui era morto il suo mito, Ayrton Senna. Il mondo del motorsport si trova a fare i conti con una coincidenza che ha colpito profondamente appassionati e addetti ai lavori: la morte di Alex Zanardi è avvenuta il 1° maggio, la stessa data in cui, nel 1994, perse la vita Senna sul circuito di Imola. Senna, per un’ulteriore e singolare coincidenza, morì all’Ospedale Maggiore di Bologna, città natale di Zanardi.
Una sovrapposizione che riaccende con forza la memoria collettiva di uno degli eventi più drammatici della storia della Formula 1. Senna, tre volte campione del mondo con la McLaren (1988, 1990 e 1991), è rimasto una delle figure più iconiche e influenti di sempre: talento assoluto, sensibilità tecnica e intensità agonistica ne hanno fatto una leggenda oltre il tempo. Zanardi, protagonista in Formula 1 e successivamente nella CART, ha sempre espresso grande ammirazione per il campione brasiliano, riconoscendolo come un punto di riferimento sportivo e umano.
Dopo il grave incidente del 2001, la sua vicenda ha assunto un significato ancora più profondo, trasformandolo in uno dei simboli più potenti di resilienza e rinascita nello sport paralimpico internazionale. L’accostamento tra le due figure, oggi inevitabile nel ricordo, non si esaurisce nella sola coincidenza della data. Senna e Zanardi rappresentano due modi diversi ma complementari di vivere il motorsport: il primo come incarnazione assoluta della velocità e dell’istinto competitivo, il secondo come esempio di capacità di rialzarsi e ridefinire i propri limiti.