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“Non serve essere Alex per fare cose meravigliose”4Foto© lapresse.it

“Non serve essere Alex per fare cose meravigliose”

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Alex sarebbe stato felice di rivedere tanti amici tutti assieme. E sarebbe stato contento anche di vederli andar via con il sorriso a contrastare le inevitabili lacrime. Lui avrebbe voluto una festa e avrebbe apprezzato anche le musiche scelte, dal Combattente di Fiorella Mannoia al Ti insegnerò a volare che Vecchioni e Guccini avevano scritto per lui.

Sarebbe stato fiero delle parole di sua cognata Barbara, di suo figlio Niccolò, dei tre ragazzi di "Obiettivo 3", l'associazione che continuerà a vivere dopo di lui, la sua eredità sportiva, ma anche morale.

Per l'ultimo saluto si sono riuniti nella Basilica di Santa Giustina a Padova i suoi amici delle auto e quelli del mondo paralimpico, più qualche compagno di viaggio della sua lunga vita dalle mille sfaccettature come Alberto Tomba, Christian Ghedina o Julio Gonzalez, l'ex calciatore paraguaiano del Vicenza con un braccio solo.