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Stato d’emergenza idrica nazionale, perché le Regioni lo chiedono e cosa comporta23Foto© fanpage.it

Stato d’emergenza idrica nazionale, perché le Regioni lo chiedono e cosa comporta

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Le Regioni sono pronte a chiedere al Governo lo stato di emergenza per la siccità, come ha riferito nelle scorse ore l'assessore veneto all'Agricoltura, Federico Caner. L'obiettivo è quello di dare priorità all'uso umano e agricolo della risorsa idrica. Un'altra richiesta dei rappresentanti regionali sarà quella di mettere a disposizione anche le risorse del Pnrr per la creazione di nuovi invasi e far fronte così all'allarme che dal Nord Italia si sta allargando a gran parte della Penisola. Di questo e di altro si discuterà domani, mercoledì 22 giugno, dalla Conferenza delle Regioni.

La situazione negli ultimi giorni è infatti ulteriormente aggravata dall'ondata di caldo intensa che sta facendo registrare temperature record per il periodo, con punte fino a 40 gradi, in particolare in Puglia, Basilicata, Calabria e Isole Maggiori, come ha illustrato a Fanpage.it il colonnello Mario Giuliacci. Di conseguenza, per la mancanza di pioggia, anche la situazione nei campi è peggiorata. L’ultimo monitoraggio della Coldiretti sulla situazione del fiume Po al Ponte della Becca (Pavia) restituisce un quadro preoccupante.

"Il livello del Po – emerge da Coldiretti – è a -3,3 metri rispetto allo zero idrometrico più basso di Ferragosto di un anno fa, con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le coltivazioni di grano e di altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali, in un momento in cui è necessario garantire la piena produzione con la guerra in Ucraina". La mancanza di acqua nella Pianura Padana – è l'allarme – minaccia oltre il 30% della produzione agricola nazionale.