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Governo: Salvini, venuta meno fiducia tra alleati anche personale5Foto© fanpage.it

Governo: Salvini, venuta meno fiducia tra alleati anche personale

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La fiducia di Matteo Salvini verso Luigi Di Maio è finita, proprio come la pazienza. Il ministro dell’Interno lo dice da Helsinki, con le spalle al mare del Nord e con parole così nette da disegnare all’orizzonte il profilo della crisi di governo. «La fiducia è finita anche sul piano personale», scandisce il vicepremier leghista scavando per la prima volta un solco che potrebbe essere incolmabile. Dall’altro fronte, durante una riunione con i suoi Luigi Di Maio avrebbe sottolineato: «Siamo stati colpiti alle spalle».

Salvini non ne può più degli insulti di Grillo, Di Maio, Di Battista, Toninelli, li cita uno a uno e ripete più volte «così non si va avanti». È stanco, arrabbiato come mai prima. Ha fretta di sbloccare i cantieri e rimettere in moto l’economia. Dopo tanto schivare e negare l’ombra della crisi, questa volta il leader della Lega la accarezza, quasi la invoca, al punto da tagliarsi i ponti del dialogo alle spalle. Andrà al Consiglio dei ministri di venerdì? «No, non mi sembra ci sia niente di eclatante, non vado per altri impegni». E al vertice sull’autonomia? «Non vado, no».

Se avesse la certezza che il Quirinale scioglierà le Camere per andare al voto, ribalterebbe il tavolo senza aspettare un minuto in più. E poiché del presidente della Repubblica si fida, ma degli alleati non più, stoppa energicamente ogni tentazione di ribaltoni: «Dopo questo governo non ce ne sono altri. Se non ha più senso andare avanti, allora la via è quella del voto. E niente maggioranze raccolte sui marciapiedi perché qualcuno non vuole mollare la poltrona». La crisi è aperta, manca solo un passaggio formale. Ma qui la palla è nel campo di Palazzo Chigi. Monica Guerzoni