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Via Poma, dal dna sul reggiseno di Simonetta Cesaroni il nome dell’assassino5Foto© www.open.online

Via Poma, dal dna sul reggiseno di Simonetta Cesaroni il nome dell’assassino

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La sorella della 20enne uccisa nel 1990 torna sul caso alla vigilia dell’uscita del libro In nome della verità: i dubbi sulle tracce di sangue, le chiavi dell’ufficio e lo sconosciuto incontrato nell’atrio

«Quando entrammo in quell’ufficio c’era già qualcuno. L’assassino o qualcuno che doveva ripulire». A 36 anni dall’omicidio di Simonetta Cesaroni, la sorella Paola torna sul delitto di via Poma. Lo fa in un’intervista a Repubblica, alla vigilia dell’uscita di In nome della verità. Le indagini ancora aperte del delitto di via Poma, il libro scritto insieme al giornalista Igor Patruno e pubblicato da Piemme.

Il 7 agosto 1990 Simonetta Cesaroni, 20 anni, viene trovata morta negli uffici dell’Aiag, l’Associazione italiana alberghi per la gioventù, in via Carlo Poma 2 a Roma, dove stava lavorando alla contabilità. Il corpo viene scoperto poco prima di mezzanotte dalla sorella Paola, dal suo fidanzato e dal datore di lavoro Salvatore Volponi. La ragazza fu colpita 29 volte con un’arma mai ritrovata.