4Foto© adnkronos.comTatuaggi visibili vietati in polizia, per l’Avvocata Ue la norma italiana discrimina le donne
L'applicazione combinata della norma che vieta i tatuaggi visibili e dell’obbligo di indossare un’uniforme specifica in base al genere è discriminatoria. E' quanto sostiene l'avvocata generale della Corte di giustizia dell'Unione europea Tamara Ćapeta nelle conclusioni, pubblicate oggi, sul caso di H.G., che "si era iscritta al concorso per diventare agente di polizia nelle forze di polizia italiane" ed è stata tuttavia esclusa "perché aveva un piccolo tatuaggio raffigurante un fiore sul polpaccio sinistro".
"In Italia, è vietato agli agenti di polizia avere tatuaggi visibili in caso di utilizzo dell'uniforme", ricorda l'avvocata generale ricordando che mentre H.G. è stata esaminata, "il suo tatuaggio è stato rilevato" e visto che con l’uniforme di cerimonia sarebbe stato visibile "è stata esclusa dal concorso".
Nelle conclusioni l'avvocata generale Tamara Ćapeta ritiene, informa una nota della Corte di giustizia dell'Unione europea, che la politica di assunzione del caso trattato "costituisca una discriminazione diretta fondata sul sesso, la quale è vietata dal diritto dell'Unione.