3Foto© ansa.it++ Omicidio in carcere a Prato, vittima detenuto 32enne ++
Prato, 7 agosto 2026 - Il 2 agosto il procuratore capo Luca Tescaroli aveva nuovamente lanciato l’allarme sottolineando “l’elevatissimo tasso di illegalità” nel carcere della Dogaia di Prato. Era l’ennesimo monito sottoscritto nel corso del biennio 2025-2026. Ieri, comunicando la notizia del nuovo tragico caso nel carcere pratese, ha evidenziato che “continua l’ondata di violenza in seno all’istituto penitenziario che si caratterizza da un progressivo sovraffollamento (640 i detenuti ristretti in celle che vedono la presenza di numerosi casi di quattro detenuti)”.
Si susseguono le visite di politici, amministratori, associazioni, garanti nel penitenziario, ma non cambia niente. È questa l’amara realtà, specchio di una situazione carceraria in Italia di estrema crisi.
Anzi, se possibile, la situazione a Prato continua a peggiorare. Non solo perché, paradossalmente alla Dogaia sono stati trasferiti anche 37 detenuti dal carcere di Sollicciano, in parte chiuso secondo le disposizioni di un’ inchiesta giudiziaria, ma perché le condizioni sono sempre più invivibili dietro le sbarre.