4Foto© quotidiano.netMojtaba Khamenei, lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso
di Marta OttavianiROMALe sue condizioni di salute vanno dal ferimento lieve al coma. Dal giorno della sua elezione a Guida Suprema nessuno lo ha più visto. Ma ieri è finalmente arrivato il primo discorso dell’ayatollah Mojtaba Khamenei, anche se il testo è stato letto da una giornalista della televisione di Stato iraniana. C’è però una certezza: vivo o no, le posizioni dell’Iran non sono cambiate, anzi sono ancora più dure di prima.
Secondo il Daily Mail, Mojtaba Khamenei sarebbe in coma dallo scorso 28 febbraio, quando è stato colpito dallo stesso raid che ha ucciso suo padre Ali, oltre a sua moglie e a sua figlia. L’ayatollah ha atteso giorni prima di far pervenire le sue parole ufficiali e non ha nemmeno registrato il discorso. Certo, la mancata presenza in video, o almeno in audio, è destinata ad alimentare le voci.
Fra le ipotesi che circolano, la prima è che sia ancora convalescente, forse ferito a un piede, o a una gamba e al busto, come ipotizzato da alcune indiscrezioni. La seconda riguarda una strategia di sicurezza. Khamenei jr sarebbe blindato per sfuggire a Israele e agli Usa, per i quali è nel mirino dal momento della sua elezione a Guida Suprema.