5Foto© quotidiano.netMercati positivi dopo intervento di Warsh, dollaro debole e oro in calo
"L’inflazione negli Stati Uniti è ancora troppo alta". Parola di Kevin Warsh, governatore della banca centrale americana, la Federal Reserve (Fed), che è intervenuto ieri al simposio di Jackson Hole, importante convegno sui temi economici e finanziari in programma ogni anno tra le montagne del Wyoming. Per Warsh è stato il primo intervento a Jackson Hole da governatore e le sue parole sono state abbastanza nette: sul fronte della stabilità dei prezzi "i dati destano maggiore preoccupazione" e l’obiettivo di avere un’inflazione al 2% resta "fermo e fisso".
Il messaggio arrivato ai mercati è stato dunque un po’ più duro rispetto a quello emerso dalle precedenti conferenze stampa. L’indice Pce, il paniere di beni e servizi preferito dalla Fed per monitorare l’andamento dei prezzi, è cresciuto del 3,7% su base annua, ben sopra i target della banca centrale, mentre il dato sui sei mesi è salito al 4,1%.
E soprattutto, ha sottolineato Warsh, i miglioramenti degli ultimi due anni sono stati modesti: il 54% dei beni componenti il paniere Pce registra infatti ancora aumenti superiori al 3%. Da qui il passaggio più importante dell’intero intervento. "Dobbiamo essere certi che l’inflazione di fondo si stia avvicinando al nostro obiettivo, in modo chiaro e con sufficiente rapidità.