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Mario Adinolfi davanti al gip di Roma: respinte le accuse di truffa e evasione fiscale nel caso delle scommesse collettive4Foto© roma.repubblica.it

Mario Adinolfi davanti al gip di Roma: respinte le accuse di truffa e evasione fiscale nel caso delle scommesse collettive

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«Non sono un truffatore di vecchiette né un lestofante». Ha risposto così davanti al gip di Roma Mario Adinolfi, agli arresti domiciliari con l'accusa di truffa ed evasione fiscali. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, l'indagato ha sostanzialmente confermato di «essere un giocatore», ma di non aver truffato nessuno.

Nei confronti di Adinolfi la procura di Roma contesta i reati di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi in relazione alla «scommessa collettiva», un circuito di raccolta fondi da privati, promosso via social, ai quali venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive.

Davanti al giudice, Adinolfi ha affermato che il gruppo di scommettitori era composto «da una novantina di persone» e che tra loro erano presenti anche «persone importanti». I partecipanti inviavano il denaro volontariamente e «io lo raccoglievo». Tra loro erano presenti anche professori universitari, liberi professionisti e notai.