5Foto© repubblica.itItalia al vertice Trump sul terrorismo di sinistra: opposizioni in rivolta
Non è in cima alle priorità dell’agenda politica, ma l’Italia a Washington ci sarà. A rappresentare Roma al summit sul presunto ritorno del «terrorismo transnazionale di estrema sinistra», organizzato dal segretario di Stato americano Marco Rubio, sarà un sottosegretario del governo. La premier Giorgia Meloni sceglie così la linea della prudenza: nessun ministro volerà negli Stati Uniti, ma la sedia italiana non resterà vuota. Una presenza politica a bassa intensità, per evitare che l’assenza venga letta come un nuovo strappo con Donald Trump dopo le recenti tensioni personali.
L’Italia, spiegano fonti dell’esecutivo, parteciperà «per prendere nota» di quanto emergerà dall’incontro che dovrebbe riunire i ministri degli Esteri di oltre 60 Paesi, inclusi i principali Stati latinoamericani e diversi asiatici, come India, Indonesia e Singapore.
La cautela diplomatica del governo è pensata per maneggiare con cura un’iniziativa accolta con freddezza soprattutto da diverse cancellerie europee invitate da Rubio a partecipare. Anche perché i dubbi sul vertice non mancano soprattutto riguardo agli obiettivi politici e alla reale dimensione della minaccia rappresentata dai movimenti Antifa sul continente europeo. Minaccia che dall’altro lato dell’Oceano starebbe , invece, riemergendo con nuovi legami transnazionali, almeno secondo il Dipartimento di Stato americano. E che quindi richiede la cooperazione di tutti gli alleati di Washington.