4Foto© repubblica.itGoverno Trump, 'bodycam su tutti gli agenti a Minneapolis'
Negli ultimi giorni Minneapolis si attesta sempre più come l’epicentro delle tensioni sociali e politiche negli Stati Uniti. La morte di Alex Pretti, l’infermiere di 37 anni ucciso da agenti federali durante un’operazione, ha scatenato manifestazioni di massa, veglie e proteste quotidiane nelle strade e nei parchi della città; molti manifestanti si radunano ormai abitualmente con candele e cartelli per esprimere rabbia e richiesta di giustizia dopo il secondo caso di uso letale di forza da parte di agenti federali in poche settimane.
Le proteste — già in corso da settimane dopo un’altra sparatoria mortale in cui un agente dell’Ice aveva ucciso Renée Good il 7 gennaio — hanno attirato ormai l’attenzione internazionale oltre che domestica, con migliaia di persone che chiedono la fine delle operazioni aggressive dell’Immigration and Customs Enforcement.
In risposta alle crescenti proteste e alle critiche sull’uso della forza, l’amministrazione del presidente Donald Trump ha annunciato che tutti gli agenti del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) operativi a Minneapolis saranno dotati “effettivamente da subito” di telecamere indossabili. La decisione, resa nota dalla Segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem, è presentata dalle autorità come una misura per aumentare “trasparenza e responsabilità” dopo le recenti sparatorie di civili.