
Esplosione fabbrica di Ercolano 18 novembre 2024, scattano due arresti
Nell’esplosione del 18 novembre scorso morirono in tre. Erano operaie e operai in nero di un laboratorio di fuochi d’artificio in via Contrada Patacca ad Ercolano: si chiamavano Aurora e Sara Esposito, sorelle gemelle, e Samuel Tafciu. Avevano 26 e 18 anni. Le ragazze erano madri single, anche l’uomo era papà di una bimba di 4 mesi. Furono uccisi dalla deflagrazione dei botti illegali, dopo essere stati arruolati con paghe da fame, tra i 150 euro e 250 euro a settimana, e quello doveva essere il primo giorno di lavoro.
Ora il giudice per le indagini preliminari di Napoli ha disposto altri due arresti. Si aggiungono a quello del 38enne Pasquale Punzo, il titolare della fabbrica, già detenuto per questa indagine con un decreto di fermo emesso a fine novembre. Il comunicato diffuso dalla Procura di Napoli fornisce le iniziali dei nuovi arrestati: D. V. di 31 anni e B. R. di 64 anni.
Il primo è finito in carcere con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, fabbricazione di esplosivi non convenzionali e non riconosciuti di tipo pirotecnico e sfruttamento di manodopera in spregio alla normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Per il secondo, il giudice ha ordinato i domiciliari: insieme agli altri due indagati, deve rispondere di fabbricazione di esplosivi non convenzionali e non riconosciuti di tipo pirotecnico.