4Foto© ilfattoquotidiano.itCrans-Montana, la procura di Roma è pronta a inviare gli investigatori in affiancamento agli svizzeri
L’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana – 40 giovani morti per lo più soffocati dal fumo tossico e oltre 100 feriti – si allarga ufficialmente oltre i confini svizzeri. La Procura di Roma – che indaga per gli stessi reati iscritti dalla procura di Sion – ha fatto sapere che un team di investigatori della Squadra Mobile è pronto per affiancare i colleghi del Cantone Vallese nell’accertamento delle responsabilità del devastante incendio divampato nel bar-ristorante Constellation.
Tra le vittime anche sei ragazzi italiani, le cui autopsie sono state eseguiti nei giorni scorsi proprio su ordine dei pm romani perché in Svizzera come verificato da una prima squadra inviata poco dopo l’incendio non erano state disposte, né il certificato medico riportava la causa della morte. In quella occasione gli svizzeri erano apparsi “irrigiditi e frettolosi” a chi aveva firmato la relazione per il ministero dell’Interno italiano. Non si sa se Belgio e Francia, che hanno aperte indagini parallele, avranno anche loro investigatori sul posto.
L’obiettivo è quello di semplificare alcune procedure. In ambito Ue, per esempio, esistono le Squadre investigative comuni composte da magistrati e forze di polizia di due o più Stati membri, istituiti per un tempo limitato per indagini transnazionali specifiche, come il crimine organizzato o il terrorismo. Operano in tempo reale, condividendo informazioni direttamente senza la necessità di lunghe rogatorie internazionali. Uno strumento che può tornare utile per quella che è considerata la strage civile grave degli ultimi e che ha coinvolto persone di molte nazionalità.