5Foto© repubblica.itAtalanta Roma 1-0, ritorno amaro per Gasperini
Non si fanno prigionieri. Di solito.
Però se dopo nove anni ti siedi nella panchina sbagliata, non si può far finta di niente. Ci ha provato il Gasp, alla vigilia: «Ci si saluta all’inizio, e poi ognuno per la sua strada». Ma Bergamo è Bergamo, e a qualcuno è sembrato pure di vedere un po’ di emozione. Forse è leggenda. Di sicuro è sceso per primo dal pullman col sorriso.
La città è avvolta dalla nebbia, ma sull’arena nerazzurra le luci sono sempre accese. La storia è nota: Gasperini arrivò quasi per sbaglio, dopo cinque partite ne aveva perse quattro, salì nell’ufficio del presidente: «Si gioca coi ragazzi di Zingonia: o è così o me ne vado».
Grande Percassi, lesse la mossa: nacquero successi, litigi, grandezza e trofei. Perché il Gasp è quella cosa lì, ultimatum dopo ultimatum. Solo che l’ultimo non gli è riuscito.