© ilmessaggero.itAssegno unico, occhio alla scadenza Isee: la data per non perdere gli arretrati
L’Assegno unico resta uno degli strumenti più importanti di sostegno al reddito familiare, ma il suo valore reale dipende sempre di più dalla puntualità con cui viene aggiornata la situazione economica del nucleo. La misura continua a essere erogata automaticamente a chi ha già una domanda valida, senza bisogno di ripresentare ogni anno una nuova richiesta. Ma questo non significa che le famiglie possano ignorare l’Isee: senza un’attestazione aggiornata, l’Inps riconosce soltanto gli importi minimi, con il rischio di perdere temporaneamente una parte del beneficio spettante.
Il meccanismo è pensato per evitare alle famiglie un nuovo passaggio burocratico ogni anno: come chiarito dall’Inps, chi ha già una domanda di Assegno unico accolta non deve ripresentarla, perché l’erogazione prosegue automaticamente. Il punto decisivo resta però l’Isee aggiornato: senza una nuova attestazione, l’assegno continua ad arrivare, ma viene calcolato sugli importi minimi previsti dalla legge. Per ottenere la cifra realmente spettante, comprese eventuali maggiorazioni, serve quindi rinnovare la Dichiarazione sostitutiva unica.
La scadenza da segnare è il 30 giugno 2026. Entro quella data le famiglie devono presentare la nuova Dichiarazione sostitutiva unica per evitare di perdere il conguaglio delle somme maturate nei mesi precedenti. In assenza di un Isee valido, infatti, da marzo il beneficio viene liquidato al minimo; se però la documentazione viene aggiornata entro giugno, l’Inps ricalcola gli importi e riconosce gli arretrati dovuti da inizio anno. Dopo quella soglia, il rischio è che il recupero non sia più pieno.