7Foto© repubblica.itAlla vigilia del voto, la sinistra si aggrappa a Marisa Laurito
Nulla contro Sabino Cassese, uno dei più grandi costituzionalisti viventi. Ma davvero qualcuno si azzarderebbe a fare un paragone con Marisa Laurito? Deve essere più o meno questo il ragionamento fatto dalla sinistra in questi giorni. Sì, perchè a poche ore dal referendum i partiti di opposizione e i vari house organ hanno puntato molto sulla celebre attrice-cabarettista partenopea. Una figura popolare, non c'è dubbio. Ma è davvero la migliore testimonial per sostenere le ragioni di un voto sulla riforma della giustizia?
La scena è di quelle che, più che convincere, fanno riflettere. O forse preoccupare. Perché se la linea comunicativa del fronte del No a un referendum si affida alla verve di un’attrice significa che qualcosa, a monte, non sta funzionando. La Laurito è un volto noto della televisione italiana, simbolo di una napoletanità solare e teatrale, protagonista di video-appelli in cui invita gli italiani a votare No “per difendere con i denti la nostra Costituzione”. Toni accesi, colori vivaci, sorriso rassicurante. Ma dietro la scenografia quali sono le argomentazioni?
Le fondamenta su cui poggia il fronte del no appaiono fragili, più emotive che razionali, lo sappiamo. E si intravedono paure: la paura di perdere assetti consolidati, equilibri comodi, posizioni di potere sedimentate nel tempo. In particolare, per una certa parte della magistratura, legata a dinamiche correntizie che poco hanno a che vedere con l’idea di giustizia terza e imparziale.