2Foto© agi.itAlberto Trentini: 'Ci dissero che eravamo delle pedine di scambio'
"Verso gennaio dell'anno scorso, senza tanti giri di parole, il direttore del carcere ci ha detto che eravamo delle pedine di scambio. Lo hanno detto a tre detenuti che ce l'hanno riferito", ha raccontato Alberto Trentini, il cooperante veneziano liberato dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela, ospite stasera a Che tempo che fa su Nove.
"Ci siamo resi conto - ha aggiunto - che non c'era stata la convalida dell'arresto e che tantissimi stranieri, eravamo 92, erano messi negli stessi padiglioni e tutti avevano delle storie simili, chi era stato preso in transito addirittura nell'aeroporto di Caracas. Mi hanno preso in una zona vicino alla Colombia, in un posto di blocco fisso".
"Mi hanno guardato il passaporto, si sono subito incuriositi, mi hanno chiesto di stare lì, di non andarmene, hanno fatto delle telefonate e dopo circa un'ora si presentato il controspionaggio militare che mi ha obbligato a consegnargli il cellulare. Mi hanno portato in una stanza e mi hanno fatto un lungo interrogatorio di circa quattro ore".