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Smart working, un’opportunità a vantaggio di tutti4Foto© huffingtonpost.it

Smart working, un’opportunità a vantaggio di tutti

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C’era una volta, neppure tanti anni fa, l’ufficio tradizionale, dove si doveva tutti essere presenti alle 9 al massimo, e dove tutti gli impiegati lavoravano fino alle 18, timbrando un cartellino cartaceo quattro volte al giorno. Il commitment al lavoro c’era, per carità, ma era molto legato anche alla presenza fisica, e a uno stile di leadership tipicamente direttivo, dove il capo era rassicurato se i dipendenti erano fisicamente presenti, e controllabili.

Poi arrivò la tecnologia, internet, lo smartphone, le cose cambiarono, ma l’idea che ci debba essere una presenza fisica in ufficio purtroppo ancora resta nella testa di molti: una azienda italiana su due non ha mai preso in considerazione l’ipotesi che i suoi dipendenti possano lavorare con lo smart working. Un dato che non depone certo a favore dell’attenzione alle risorse umane e all’innovazione.

Lo smart working, qui sta l’opportunità e al tempo stesso la difficoltà, non è solo una possibilità tecnologica come si pensa comunemente: in realtà presuppone un approccio manageriale nuovo in cui le persone godono di autonomia nella scelta di dove lavorare (da casa, in un coworking, in un caffè) e di quando lavorare, perché sono responsabilizzati sui risultati e non oggetto di micromanagement come faceva il capo-ufficio di qualche decennio fa.