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Omicidio Vannini, il figlio di Ciontoli: 'papà parlò di scherzo'© ansa.it

Omicidio Vannini, il figlio di Ciontoli: 'papà parlò di scherzo'

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Omicidio Vannini. Via al processo bis. «Mio padre diceva che Marco si era spaventato per uno scherzo, e io gli credetti perché non c'era nessuna ragione per non farlo. Non c'era niente che mi spinse a non credere in quello che mio padre chiamò “colpo d'aria”, del cui significato non mi interessai più di tanto essendo stato solo uno scherzo». Lo afferma in una dichiarazione spontanea Federico Ciontoli, figlio di Antonio, e imputato nel processo bis d'appello per la morte di Marco Vannini.  Vista l'indecisione del padre di sua iniziativa «presi il telefono, uscii dalla stanza e chiamai il 118».

«Sono qui non per paura di essere condannato, ma perché la verità è quello che ho sempre raccontato. Per anni sono sceso per strada con la certezza che qualche giornalista mi sbarrasse la strada, mi pedinasse o bloccasse la portiera dell'auto per non farmi partire e forzatamente cercasse di estorcere un'intervista, come ormai avveniva abitualmente».

«Ma questo non era niente - ha aggiunto Federico Ciontoli - rispetto al fatto che per tre interminabili anni sono uscito ogni giorno da casa per andare a lavorare e ho camminato perseguitato dall'immagine di qualcuno che potesse venire e spararmi alla testa spinto da quello che si diceva su di me in televisione».