Perde 3-0 a Parigi contro Mbappé e compagni il Milan di Pioli, con la strada della qualificazione agli ottavi di Champions che si complica. Dopo i due pareggi contro Newcastle e Borussia Dortmund, fare risultato a Parco dei Principi nel girone della morte sarebbe diventato quasi decisivo. Dal punto di vista numerico e anche naturalmente sul fronte emotivo, visto l’ incrocio di quelli che il destino pare divertirsi a creare, tra fratelli contro (Lucas e Theo Hernandez) ex capitani di Inter e Milan che oggi giocano insieme contro i rossoneri (Donnarumma e Skriniar), un milanista sfegatato che poi è pure uno dei migliori calciatori al mondo e che in ogni caso non ha la maglia rossonera addosso (Mbappè) e prodotti delle giovanili del PSG (Maignan, Adli) che oggi invece si ritrovano a dar battaglia alla loro vecchia squadra.

Insomma una gara piena di incroci e per questo difficilissima. Difficile ma non impossibile visto il Psg work in progress di questa stagione e allora Pioli bada da un lato ad arginare la migliore arma dei francesi, Mbappè e la sua velocità, togliendo Calabria e inserendo Kalulu a destra per reggerne l’ urto, dall’ altro schierando tutta l’ artiglieria pesante per fare male, con Giroud, Leao, Hernandez e Pulisic. Meglio il Milan nei primi minuti: la migliore arma rossonera, la riconquista alta del pallone, funziona e Pulisic sguscia tra le maglie avversarie, ma occasioni vere e proprie non ne arrivano.

Sul fronte opposto si vede l’ ambizione di Luis Enrique di dare una mentalità “giochista” a una squadra che non l’ ha mai avuta, e infatti il Psg sbaglia tantissimo nella costruzione dal basso. Poi certo, pur vivendo un periodo di ricostruzione a livello di individualità i parigini sono una corazzata, e per quanto possa sbagliare in uscita poi c’è Mbappè. Si può discutere se sia il migliore al mondo o “solo” da podio, ma non oltre, e nel mentre si discute lui segna, al secondo pallone utile toccato giusto per tenere viva la discussione, e porta in vantaggio il Psg. E col Psg in vantaggio si chiude il primo tempo.

Su un pasticcio del Milan poi i francesi ripartono in apertura di secondo tempo e segnano con Dembelè, ma l’ azione è viziata da un fallo macroscopico su Musah. La squadra di Luis Enrique lascia sempre spazi incredibili e in uno di questi si infila Pulisic, ma incredibilmente lanciato a rete prova l’assist invece di tirare e spreca la più ghiotta delle occasioni per il Milan. Passano pochi minuti e i rossoneri si addormentano su un calcio d’angolo perdendosi in spiegazioni e discussioni sulle marcature e lasciando in area solo Dembelè che tira indisturbato costringendo Maignan alla respinta corta: Kolo Muani deve solo spingere dentro il 2-0.

Le velleità di palleggio e bel gioco di Luis Enrique paiono ancora velleità, ma con Dembelè e Mbappè le ripartenze funzionano a meraviglia. Il Milan si spegne, il Psg dilaga: Maignan col solito miracolo toglie il 3-0 a Mbappè, ma non può nulla sul coreano Lee Kang-In che di sinistro conclude una bella azione parigina. Per il Milan non è catastrofica una sconfitta a Parco dei Principi, diventa preoccupante semmai la scarsa vena in Champions di Leao, ancora poco lucido nelle scelte e soprattutto per nulla incisivo. La vittoria inaspettata del Borussia a Newcastle evita che gli inglesi e il Psg scappino e tiene tutto aperto: i rossoneri, oggi ultimi nel girone, hanno ancora due partite da giocare in casa e possono ribaltare la situazione agganciando gli ottavi. Certo serve altro rispetto alle tre gare giocate finora, in particolare se si guarda alla voce gol fatti che dice zero: per andare avanti ora serve segnare.

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