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Zingaretti, Renzi e il congresso Pd7Foto© repubblica.it

Zingaretti, Renzi e il congresso Pd

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Zingaretti aprirà all’ipotesi di realizzare il Congresso anticipato del Pd. Si mormora di mossa strategica del segretario e, per altri, il contorno vario e ricco dell’arcipelago piddino, l’occasione necessaria per riempire la scatola vuota del partito e darne finalmente una fisionomia al di fuori delle grisaglie parlamentari, delle correnti interne e del renzismo.

Possiamo immaginare i motivi di Zingaretti. Rendere il partito più a sua immagine e somiglianza, continuare nella gestione romanocentrica, proseguire nell’appiccicosa alleanza con Conte (e in subordine i 5Stelle), contenere la fronda interna e regolare qua e là gli spiriti battaglieri dell’eredità renziana.

Nelle leadership politiche, forti e deboli, e Zingaretti appartiene alla seconda categoria, quando si decide di chiudere dei conti in sospeso fastidiosi, si fa il programmino facile, per chi lo redige, di esecuzione, quasi un bordereau da consegnare all’incasso, convinti, appunto, che è cosa fatta. Zingaretti si trova fermo qui.