Pensioni, piano del governo per i giovani L’assegno minimo sarà di 660 euro
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Pensioni, piano del governo per i giovani L’assegno minimo sarà di 660 euro

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Prime aperture del governo sulle pensioni dei giovani. Coloro che hanno cominciato a lavorare dopo il 1995 e quindi ricadono interamente nel sistema contributivo potranno accedere alla pensione normale (oggi 66 anni e 7 mesi, che saliranno in base alla speranza di vita) se oltre ad avere 20 anni di contributi avranno maturato un importo della pensione pari ad almeno 1,2 volte l’assegno sociale (cioè circa 537 euro di oggi) mentre le regole della riforma Fornero fissano la soglia a 1,5 volte.

Questo significa che un numero maggiore di persone con carriere lavorative povere potranno accedere alla pensione normale, senza dover aspettare altri quattro anni (oggi la soglia è fissata a 70 anni e 7 mesi, ma salirà anche questa) per prendere la pensione posticipata che spetta, con un minimo di 5 anni di contributi, a coloro appunto che non maturano l’importo minimo per la pensione normale. Inoltre, coloro che non hanno altri redditi, potranno cumulare questa pensione più facilmente con parte dell’assegno sociale perché la pensione conterà non più per due terzi ai fini dei requisiti di reddito per accedere all’assegno stesso ma il 50%.

Secondo i calcoli del governo, i 537 euro della pensione potranno così salire intorno ai 660 euro al mese.

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