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Nicola Zingaretti impone al Pd una pax elettorale2Foto© huffingtonpost.it

Nicola Zingaretti impone al Pd una pax elettorale

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Sta cercando di raccogliere quel poco di sinistra che rimane, più che altro formata da fuoriusciti dal Pd – durante la gestione di Matteo Renzi - e da coloro che, dopo lo scioglimento di Sinistra Ecologia e Libertà, sono rimasti a governare la Regione Lazio in uno stretto connubio politico.

Ha poi aperto le porte e il logo a "Siamo Europei" di Carlo Calenda, cercando di allargare il campo anche ai liberal-democratici. Quei "liberal" che non trovavano spazio nel progetto di Matteo Renzi. O, almeno, tutto lo spazio che ambivano ad avere. In ultimo, ha inaugurato il dialogo con la Cgil, accogliendo al Nazareno il segretario Maurizio Landini. A ben guardare, però, sembrano piccole operazioni di ceto politico. Perché fuori dalle manovre di Nicola Zingaretti rimane il grosso del panorama politico.

Rimane escluso – almeno in questa prima fase dell'azione zingarettiana - quell'elettorato che non intende sposare l'operazione neo-ulivista, ricordando come le stagioni prodiane non portarono a vere e proprie riforme strutturali. Molti proclami, buoni intenti a fronte di governi impantanati nelle sabbie mobili delle golden share da parte dei piccoli partiti alleati ben agguerriti nel mantenere lo status quo.