Roma

La compagnia del cigno, un Saranno famosi all’amatriciana

La compagnia del cigno, un Saranno famosi all’amatriciana3Foto© ilfattoquotidiano.it

La compagnia del cigno, un Saranno famosi all’amatriciana

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C’è qualcosa che non mi convince nella fiction «La compagnia del cigno» e cerco di capirlo con onestà per la grande stima che ho nei confronti di Ivan Cotroneo (Rai1, lunedì e martedì, ore 21.25, sei puntate).

La storia è interessante: siamo nel conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, dove il severissimo professor Marioni, detto «il bastardo» (Alessio Boni), mette insieme un gruppo di sette ragazzi obbligandoli a esercitarsi assieme.

L’impianto narrativo richiama subito alla mente una serie come «Glee» che aveva preso un genere, il musical, trasformandolo in una lunga storia, non rinunciando ai «problemi» adolescenziali (la coscienza di sé, la droga l’omosessualità, la disabilità, l’integrazione razziale), ma aggiungendovi un aspetto surreale e magico, lontano dalla quotidianità.