Genova un mese dopo, la città si ferma in ricordo delle 43 vittime del ponte
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Genova un mese dopo, la città si ferma in ricordo delle 43 vittime del ponte

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Genova un mese dopo. Una città spaccata in due, di 'miracolati' come si definiscono i genovesi, perché qui tutti passavano da Ponte Morandi sulla A10, quasi ogni giorno. Per la gente del posto era come una tangenziale. Così come tutti hanno ricordi legati al "ponte che tremava". E che un mese fa, il 14 agosto alle 11,36 è crollato trascinando con sè auto, camion e 43 vite, uomini donne e bambini.

​Giù per 45 metri. Oggi le due ali della città saranno nuovamente unite - tristemente - col pensiero, in quel minuto di silenzio rotto solo dai rintocchi delle campane di tutte le chiese e dalle sirene del porto. Una giornata dedicata al ricordo in cui tutti sono invitati a interrompere simbolicamente le proprie attività per scendere in strada. Un cartello avvisa anche i visitatori del grande Acquario di Genova che a quell'ora si rispetterà il minuto di silenzio.

Così come faranno anche il presidente della Regione e Commissario per l'emergenza Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci che si recheranno nella zona del disastro, sul ponte vicino a quello crollato, in via Renata Bianchi. Nel pomeriggio poi la manifestazione e la messa nella Cattedrale di San Lorenzo, con le autorità e il premier Giuseppe Conte per omaggiare i defunti. Tante le ripercussioni di questa tragedia per la quale la Procura di Genova ha aperto una inchiesta per omicidio plurimo colposo, disastro colposo e attenta...

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