Ddl Tortura, Senato approva: ora torna alla Camera. Manconi: “Non voto, testo stravolto”
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Ddl Tortura, Senato approva: ora torna alla Camera. Manconi: “Non voto, testo stravolto”

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Dopo il rinvio del 9 maggio, l’aula del Senato ha approvato il ddl che introduce il reato di tortura con 195 sì, 8 no e 34 astenuti. Il provvedimento, dopo le modifiche apportate a palazzo Madama, torna in quarta lettura alla Camera. Tra i senatori che non hanno partecipato al voto, però, c’è anche il presidente della Commissione per i diritti umani e primo firmatario del ddl Luigi Manconi. “Il primo giorno della legislatura, il 15 marzo del 2013, presentai un ddl sulla tortura.

Quanto accaduto in questi anni è stato lo stravolgimento di quel testo che ricalcava lo spirito profondo che aveva animato le Convenzioni e i trattati internazionali sul tema”. Della stessa opinione anche i parlamentari di Sinistra italiana, che si sono astenuti. Ad annunciarlo all’Aula è stato Corradino Mineo, che parla di un testo “scritto male”, “un accordo al ribasso” per “accontentare” il centrodestra.

“Noi è da sempre che chiediamo di introdurre il reato di tortura in Italia – spiega Mineo – ma questo provvedimento proprio non ci piace”. Tra i “difetti” del testo ricordati da Mineo c’è anche quello “che sarà impossibile dimostrare in Tribunale che è stato commesso il reato di tortura“. Quindi Mineo spera che il ddl alla Camera “venga cambiato di nuovo”.

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