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Coronavirus, il Papa prega per i medici e gli operatori sanitari lombardi3Foto© corrieredellosport.it

Coronavirus, il Papa prega per i medici e gli operatori sanitari lombardi

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«Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso, che sono un uomo. Sono orgoglioso e felice di avervi dato ventotto anni di amore». Il destino vuole che si chiuda qui, questa storia struggente e irripetibile che ha un nome, Francesco, e un cognome, Totti. Insieme fanno un urlo che rimbalza in una dolce sera di maggio, declinante dalla gioia alla tristezza: Francescototti.

Totti, solo Totti, nient’altro che Totti. Totti per sempre, come un mantra, come qualcosa che vorremmo non finisse mai proprio nel momento in cui scopriamo, crudelmente, che è finita.

Se l’amore è amore, quella irradiatasi dall’Olimpico per le strade e le piazze di Roma è dimostrazione d’amore puro, ai limiti dell’adorazione pagana, trasversale alle generazioni e ai ceti, nulla di più coinvolgente, nulla di più toccante. Un passo d’addio infinito e travagliato.