Consob, Mario Nava si dimette dalla presidenza
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Consob, Mario Nava si dimette dalla presidenza

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Mario Nava si è dimesso dalla presidenza della Consob dopo le pressioni della maggioranza di governo affinché mettesse in

regola la sua posizione rispetto al comando per ragioni di servizio concesso dalla Commissione europea oppure si dimettesse

con «un gesto di sensibilità istituzionale». Le dimissioni sono state accettate dal collegio nel corso di una riunione convocata

d'urgenza. Non è da escludere che il collegio possa avere chiesto a Nava di rivedere la decisione, rinunciando al comando

e optando per l'aspettativa che avrebbe eliminato ogni dubbio sulla incompatibilità rispetto al ruolo di presidente della

Consob. Nava, però, ha deciso di lasciare l'incarico e tornare a Bruxelles.

Il presidente Consob nei giorni scorsi aveva ribadito che sulla sua nomina è tutto regolare, ma soprattutto aveva affermato

di essere «della vecchia scuola, per cui le amministrazioni si parlano per atti e non in tv o strillando in parlamento». In

base alle regole comunitarie il dirigente Ue in “comando” mantiene privilegi e immunità rispetto alla giurisdizione nazionale

(anche quando commina sanzioni ai soggetti vigilati). Deve riferire due volte al mese sull’operato all’amministrazione che

lo ha comandato. Ed è remunerato da questa: la Consob versa alla Commissione ogni mese lo stipendio (244 mila euro l’anno),

che Bruxelles gira poi al presidente Nava con una tassazione limitata al 7% (cont...

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