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Caos Napoli, ammutinamento contro il ritiro9Foto© adnkronos.com

Caos Napoli, ammutinamento contro il ritiro

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Lunedì sera il direttore di un hotel di Napoli che si dichiara “malato, ma malato-malato di azzurro” mi ha fermato per spiegarmi con un sorriso già incontrato più volte da quelle parti che in fondo è contento di trovarsi a undici punti dalla Juve, così non si angoscia più inseguendo vanamente quelli là. Li ha rimossi, è stato costretto a farlo, e adesso può concentrarsi sull’Europa. Si chiama filosofi a partenopea, o di vita - ha aggiunto - perfettamente riassunta in uno dei pensieri di Bellavista: “Il segreto della vita è la distrazione, ovvero il dimenticarsi che esiste la morte”.

Il guaio, nel calcio, è quando le distrazioni sono difensive, troppe e talvolta inspiegabili (non possono dipendere solo dalla partenza del mai troppo rimpianto Albiol). E quando alle dormite dei quattro dietro si associano ripetutamente gli errori di precisione nei passaggi e nelle conclusioni: non si può parlare soltanto di sfortuna se, tra campionato e coppa, si centrano 14 legni in 15 partite o se, come contro il Salisburgo, si tira verso la porta di Coronel 29 volte inquadrandola solo in quattro occasioni.

E’ tuttavia la fase difensiva il principale difetto del Napoli: Ancelotti può cambiare Manolas con Maksimovic, ma il reparto continua a soffrire tanto sugli esterni, in particolare dalla parte di Mario Rui, quanto centralmente dove fa cose che noi umani… Koulibaly è costantemente in affanno e quindi condannato a recuperi in scivolata, a numeri da circo, a respinte col corpo.