Torino, Renzi contro Appendino: “Bilanci falsificati”. La sindaca: “Fa il pm, ma i suoi sono indagati per Salone del Libro”

Il riferimento è chiaro anche se il nome di Chiara Appendino non lo pronuncia: “Noi siamo gli amministratori che non falsificano i bilanci, non mettono cinque milioni in più a penna. E nelle nostre città i revisori dei conti non si dimettono”. E poi c’è il palco da cui Matteo Renzi parla, a fugare ogni dubbio: il Lingotto di Torino. Così la sindaca del capoluogo piemontese non perde tempo e risponde: “Ha deciso di sostiuirsi ai magistrati, proprio mentre illustri esponenti del suo partito sono sotto inchiesta per il Salone del Libro“, scrive su Facebook ricordando l’inchiesta che coinvolge Piero Fassino.

Il botta e risposta senza esclusioni di colpi tra il segretario del Pd e la Appendino è aperto da Renzi nel corso del suo intervento davanti ai sindaci dem, per lunghi tratti incentrato proprio sul M5s: “Per mesi e mesi si è parlato del buon governo dei Cinque stelle” a Torino “ma per prima cosa hanno tagliato sulla cultura“, ha esordito. Poi la stoccata: “Noi non vogliamo fare polemica ma mostrare una diversità.

Noi siamo gli amministratori che non falsificano i bilanci, non mettono cinque milioni in più a penna. E nella nostre città i revisori dei conti non si dimettono”.

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