Oggi Ilaria Cucchi ha vinto. E la cosa riguarda anche noi

Il muro del silenzio è crollato. Ilaria ha vinto. La verità, la giustizia hanno vinto. Uno dei carabinieri imputati nel secondo processo per la morte di Stefano Cucchi ha raccontato il pestaggio del ragazzo da parte di due suoi colleghi. Sono tutti indagati per abuso di ufficio e omicidio preterintenzionale. Vale a dire che volevano, sì, fare del male a Stefano, ma non pensavano di causarne addirittura la morte.

In tanti devono chiedere scusa alla famiglia Cucchi. Nella Direttiva europea del 2012 sulle vittime di reato la parola “rispetto” o qualche suo derivato compare 29 volte. “Gli Stati membri assicurano che le vittime siano riconosciute e trattate in maniera rispettosa”, “di trattarle con dignità e in modo rispettoso e sensibile”, e via dicendo. Bene: Ilaria Cucchi e i suoi genitori troppo spesso in questi anni hanno subito un trattamento tutt’altro che rispettoso.

Troppo spesso hanno dovuto ricordare a se stessi di non essere loro gli accusati, di non essere loro ad aver commesso qualcosa al di fuori della legge e del rispetto per il prossimo. Troppo spesso sono stati calunniati, guardati con dispregio, perfino querelati.

Leggere sul ilfattoquotidiano.it