L'orgoglio dell'Italia non basta. La corazzata Serbia ci elimina dagli Europei

La Serbia è una corazzata. È più alta, grossa, fisica, talentuosa, completa dell'Italia. Ma scende in campo con la pressione di essere favorita e con l'obbligo di batterci per arrivare a giocarsi, obiettivo minimo, la finale con la Spagna. Gli azzurri, invece, hanno già portato a casa il loro risultato minimo. Avevano il dovere di passare il turno nel girone e poi, di turno in turno, provare ad arrivare in fondo.

Un passo dopo l'altro, un'impresa dopo l'altra. E con la voglia di stupire. Con la consapevolezza di essere tra le prime otto squadre d'Europa e con il sogno di entrare tra le prime quattro. La palla due inizia così. Con la squadra di Messina pronta a mettere sul tavolo tutte le proprio carte per raggiungere la Russia in semifinale. Primo quarto, rimaniamo in scia Pronti, via. L'Italia parte con la testa giusta.

5-0 di parziale con Datome sugli scudi. La Serbia entra sul parquet con le mani fredde e per i primi 5 minuti di partita non trova mai la via del canestro. Gli azzurri difendono forte ma commettono troppi falli. Raggiungere in fretta il bonus non è mai una buona notizia. È proprio dalla lunetta, infatti, che i serbi troveranno parte dei loro punti in questo quarto d'apertura. I due falli commessi da Cusin sono una bruttissima notizia.

Il lungo italiano è l'unico, per centimetri e stazza, a poter contestare i tiri delle "montagne balcane". Biligha ci mette la...

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