La discriminazione di genere nelle redazioni giornalistiche finisce a teatro

Meriterebbe di riempire teatri e scuole lo spettacolo ‘La conosci Giulia?’, dissacrante commedia sulle donne in un Paese che tende a emarginarle e su una cultura che spesso confina anche gli uomini a ruoli di genere troppo stretti. Per ora l’allestimento della compagnia sarda ‘Lucido Sottile’, diretto da Tiziana Troja, ha fatto rimbombare di applausi il Teatro Massimo di Cagliari, sabato sera, 6 ottobre, a una ‘prima’ da tutto esaurito, con almeno 180 persone in lista d’attesa.

Poco importa che lo spettacolo, promosso e finanziato dal Corecom Sardegna presieduto da Mario Cabasino, fosse gratuito, un esperimento concepito in primis per gli studenti delle scuole superiori e voluto con determinazione e tenacia dall’associazione Giulia (Giornaliste unite libere autonome) Sardegna, guidata da Susi Ronchi. L’idea, sviluppata in oltre un anno di lavoro, era raccontare la disparità di genere, a partire dalle redazioni giornalistiche, le discriminazioni e gli stereotipi del linguaggio, anche quelli più innocenti, che le avvallano e le alimentano da sempre.

Undici giornaliste di ‘Giulia’ hanno scritto i testi e chi ha visto lo spettacolo, commuovendosi e sentendo riemergere una rabbia antica e la frustrazione dei primi passi nelle redazioni popolate da maschi, non può non essere certo che siano autobiografici. La drammaturgia curata da Troja e dal giornalista Vito Biolchini (partner n...

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