Juncker: “L’Italia non mantiene la parola. Roma ha avuto flessibilità e per questo ho avuto scocciature da altri Stati Ue”

“L’Italia non rispetta la parola data”: lo dice il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker parlando della manovra italiana in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano Le Monde. Quindi un nuovo appello alle autorità italiane affinché “rispettino le regole per non mettere in pericolo la solidarietà europea“. Juncker assicura che le istituzioni dell’Unione esamineranno “il progetto italiano di bilancio 2019 tra il 15 ottobre e fine novembre, senza collera e senza parzialità.

Il nostro compito non è rovesciare un governo o creare problemi con comportamenti inappropriati o dichiarazioni eccessive“. Il presidente della Commissione ha ricordato tra l’altro che “se l’Italia ha potuto investire così tanto negli ultimi anni è perché ho reso più flessibile il patto di stabilità e crescita. Ciò mi è costato le scocciature di numerosi Stati membri“. “Ho voluto – aggiunge Juncker a Le Monde – che si tenessero in considerazione i cicli economici e le spese straordinarie, come quelle legate alla crisi dei rifugiati.

Roma ha così potuto spendere 30 miliardi di euro in più rispetto a quanto avrebbe dovuto se avessimo applicato le regole in modo meccanico”.

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