Dl Genova, Toti minimizza sul rischio infiltrazioni mafiose: “Non è ragione per non ricostruire. Poteri del commissario equilibrati”

“Rischio infiltrazione mafiosa nei cantieri per la ricostruzione del ponte a Genova? Possibile, serve vigilare. Ma ritengo che non sia una buona ragione per non ricostruire o rallentare le opere”. A rivendicarlo è il presidente della regione Liguria Giovanni Toti, nel corso di una conferenza alla sede della stampa estera a Roma, dopo la denuncia del presidente dell’Anac Raffaele Cantone, secondo cui c’è nel decreto una lacuna – la deroga al codice Antimafia – che può comportare un rischio infiltrazione.

Toti però minimizza: “Il cantiere non avrà molti subappaltatori, si tratta di un cantiere sofisticato, non è movimentazione terra. In franchezza, credo che al commissario per la ricostruzione Bucci siano stati affidati poteri equilibrati“. E ancora, rispetto alle tempistiche: “Credo che un tempo ragionevole per completare la ricostruzione del ponte sia entro il 2019, come ha detto Conte. Altrimenti, se non lo fosse, qualcosa sarà stato sbagliato”.

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