Che italiani questi olandesi

Anche gli olandesi? Oltre agli inglesi? Altre certezze a spasso. Non che questi mutamenti aiutino l’Italia a conquistarsi un nuovo assetto nell’antologia dei luoghi comuni positivi dove in genere rifulgono i giudiziosi paesi nordici. E non suscita goduria assistere al tremolio se non addirittura al crollo di miti acclarati, ora assai abbacchiati.

Il fatto è che le mitologie a rischio declassamento di Olanda e Gran Bretagna coinvolgono pure noi. Per la prima c’è il problema scottante dell’Ema. Per l’altra la questione è meno viscerale pur tenendo sul chi vive migliaia di nostri concittadini. Ma in entrambi i casi sembra esserci una vacatio di precisione e chiarezza, epiche caratteristiche olandesi e britanniche molto invidiate da noi (anche un po’ barbose secondo l’affollato côté cicala e opportunista degli italici).

Com’è noto, a vincere la gara per la conquista dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco, è stata l’Olanda arrivata a pari merito dell’Italia grazie alla sconcertante procedura del sorteggio. Ma adesso è apparso un fumus, il dubbio della sede mancante, cioè che l’edificio olandese adibito alla fase transitoria non abbia la capacità di accogliere tutto il personale come invece prospettato nei documenti, scatenando sospetti e scenari da spy story internazionale.

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